Il ritratto (come fotografare i bambini)

In Fotografia by Giorgio

Prima di tutto – C’è una legge che va sempre rispettata, quando si fotografa un bambino (ma anche un cane, un gatto o qualunque soggetto “piccolo”): mettersi al suo livello.

Dobbiamo sempre tenere presente che la nostra altezza supera di molto quella del soggetto e quindi, se non pieghiamo le ginocchia, la foto sembrerà scattata dall’elicottero. E’ altamente improbabile fare una foto decente scattando dall’alto verso il basso: la testa si ingrossa, si ottengono delle fronti enormi, il soggetto ha gli occhi al cielo come se chiedesse una grazia; quindi o ci abbassiamo noi oppure alziamo il soggetto ma l’occhio del soggetto deve essere in linea con la macchina fotografica.

Lo sfondo – Scegliete uno sfondo neutro e uniforme. Una parete (bianca o colorata, è tutto quello che vi serve, basta anche solo una porta. Se non trovate nemmeno un angolo libero, potete usare una tenda, del cartoncino o qualunque sfondo vi capiti a tiro. L’importante è SCEGLIERE lo sfondo. La scelta dello sfondo è importante, se seguite la regola dei terzi (andate a rileggervi il numero 4 della rivista) posizionerete il soggetto in una porzione (1/3) dell’inquadratura e il resto sarà sfondo. Sarà importante, quindi, avere uno sfondo che “racconti” qualche cosa; infilateci dentro un quadro, un soprammobile, un fiore, del verde…. insomma raccontate una storia anche con lo sfondo. Non usatelo come un riempitivo ma cercate di usarlo per completare il ritratto, fotografate il bambino mentre gioca, nella sua stanza, o in un posto che abbia a che fare con lui, cercate uno sfondo che parli del soggetto, che dialoghi con lui, che lo inquadri in quel dato momento e in quel contesto. Ricordate che l’assenza di uno sfondo è uno sfondo. Uno sfocato farà concentrare lo sguardo sul soggetto (soprattutto se ha una espressione particolare) mentre uno sfondo lo inquadra in una determinata situazione; sta a noi scegliere quale è meglio.

La luce – Avremmo bisogno di una luce morbida e diffusa: ovviamente possiamo usare luci continue o flash, sarebbe meglio ombrelli o softbox, in modo da evitare ombre dure e sgradevoli ma, siccome non siamo professionisti, dobbiamo cavare il sangue dalle rape e arrangiarci con quello che abbiamo. Spesso, ciò che abbiamo, è una parete e un soffitto (chiari, beige, o pastello), una finestra più o meno grande e delle tende. La finestra è la nostra fonte di luce, tirare o meno la tenda ammorbidirà la luce che entra (ma la abbatterà anche, tenetelo presente). Inoltre la luce riflette sulle pareti prendendo le tonalità cromatiche del colore delle pareti che si aggiungeranno a quelle della luce che entra. Il discorso sulla luce prevederebbe almeno una enciclopedia ma possiamo dire che il sole ha tonalità calde e molto forti (a volte troppo), il tempo nuvoloso tende ad appiattire e smorzare i colori, i tramonti hanno tinte molto calde; per questo dobbiamo imparare a “vedere” la luce e cercare di farla lavorare per noi: le foto 001 e 002 possono essere un esempio di ambientazioni (con flash o senza) che possono risolverci problematiche casalinghe permettendoci buone illuminazioni.

Infine (ma non per ultimo) – Il soggetto DEVE essere a suo agio. Possiamo essere dei fenomeni e scattare quando non se ne accorge e dovremo assumere pose da contorsionista per avere luce e angolazione giusta oppure cercare la sua complicità e metterlo in posa facendolo giocare. La cosa che funziona di più sono le boccacce. Fategli fare le facciacce e poi guardate insieme i risultati sul visore. Sarà divertente, un gioco nuovo e riuscirete a farvi dare retta e magari metterlo anche in posa. Questa regola vale sempre, anche con gli adulti (con loro è più difficile) ma fate diventare la fotografia un gioco e sarà più bello, molto più bello e facile; per tutti.

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