Icneumonidi

Gli icneumonidi sono degli insetti della famiglia degli imenotteri. Sono famosi in quanto parassitoidi. Mica male come inizio vero? Criptico e illeggibile come vuole qualunque articolo scientifico, e io, vanitoso e saputello, ci tenevo a sembrare uno “studiato” ma adesso smetto subito e ricomincio a scrivere in italiano. Dunque, avete presente quelle vespe dalla vita sottile che fanno delle casette di terra sulle tapparelle? Ecco quelli sono Icneumonidi. La famiglia degli imenotteri racchiude vespe, api e formiche. Come i mammiferi sono la famiglia più evoluta dei vertebrati gli imenotteri sono la famiglia più evoluta degli insetti. Sono tantissimi e si dividono in diverse sottospecie ma qui voglio parlarvi della sottospecie dei parassitoidi. Sono molto interessanti e (dal nostro punto di vista) piuttosto crudeli. Di solito cercano una forma giovanile di insetto; quando la trovano inseriscono all’interno (o anche sopra) del corpo un uovo. Dall’uovo sguscia una larvetta che inizia a cibarsi dell’insetto stesso. Beh di parassiti è pieno il mondo e che c’è di strano qualcuno si chiederà. Ok, lo strano è che la preda è, e rimane, viva. Alla piccola larva piace la carne fresca e quindi non uccide l’insetto ospite, lo mangia lentamente tenendolo vivo fino all’ultima metamorfosi. A quel punto la preda non “serve” più e quindi finisce di mangiarla sbranandosi le parti vitali oppure la abbandona (e muore). Avete presente quelli che mangiano la pizza tutta intorno serbandosi il centro per ultimo? Così da gustarsi la parte migliore alla fine? Ecco, più o meno. E qui torna il linguaggio scientifico: la differenza tra parassita e parassitoide è che il primo uccide subito mentre il secondo (gli icneumonidi per esempio) si prende il suo tempo, per così dire.

Certamente il comportamento non è proprio da gentiluomini ma la natura non è posto per signorine garbate e prima di giudicare severamente le nostre “vespe” sappiate che, di solito si nutrono di insetti fitofagi, cioè di insetti che si nutrono di vegetali e che spesso noi combattiamo con un sacco di veleni. Per esempio le afidi, ma anche i bruchi glabri (non pelosi) di certe farfalle delle larve di tanti crisomelidi che si “occupano” dei gigli o delle patate e di cavallette.

A proposito di cavallette e di icneumonidi mi permetto di citare i lavori di Rudolf Steiner che negli anni ’60 studiò il Liris nigra, una vespa che parassita le cavallette.

Liris Nigra attacca e paralizza la cavalletta, la trascina nella tana (un buco in terra) ci deposita sopra l’uovo e ricomincia da capo (cavalletta, tana, uovo ecc. ecc.). Interessantissimi gli studi di Steiner che ha studiato come la vespa attacchi la preda, si posa sulla schiena e paralizza la cavalletta pungendola nella zona da cui partono le zampe (la subcoxa) e di come (con l’età e l’esperienza) la vespa ci metta sempre meno tempo a paralizzare la preda. Steiner ha dimostrato che la vespa impara a pungere e, con l’esperienza, ha bisogno di meno punture e meno tempo per raggiungere il suo scopo. Le sue conclusioni dimostrano che la vespa non punge a caso. Se pensiamo che la preda è protetta dall’esoscheletro (corazza che la vespa non riesce a forare) e che certamente non sta li ferma ed immobile a farsi pungere, capiamo che l’impresa non è roba da poco; inoltre la vespa deve colpire più volte perché il grillo è grande, ha mandibole e zampe forti e temibili. Bisogna pungere sotto la gola e poi vicino all’attaccatura delle zampe infilando il rostro nelle fessure dell’esoscheletro per raggiungere le parti molli sopra una cavalletta che si difende come può e come deve. Lo studio di Steiner si è occupato anche di come la vespa riconosca la preda e di come le scelga e come ha appreso le tecniche di caccia visto che non c’è alcun rapporto con il genitore. Insomma una roba proprio complicata per degli insettini che non degnamo di uno sguardo se non per ucciderli o per abbattere la loro casa.

Infine spero di avervi almeno incuriositi con questi piccoli pettegolezzi sugli insetti; in realtà di loro sappiamo ben poco. Non siate, quindi, troppo severi con questi animali e ricordate che qualche icneumonide in più equivale ad un po’ di antiparassitario in meno sulla verdura del nostro orto.

Ammophila sabulosa

Ammohila sabulosa

Joppa antennata

Joppa anetnnata

Liris ducalis

Liris ducalis

liris niger

Liris niger

Rhyssa persuasoria

Rhyssa persuasoria